Tuning in Italia: perché da noi è così difficile

Sta per aprire il SEMA di Las Vegas, la grande festa delle auto modificate. In Italia, il Paese di Abarth, cambiare uno scarico può costare una multa e un collaudo. Storia di una passione che resiste nei garage.

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Un meccanico lavora su un'auto blu sollevata in officina, con il cofano aperto

Un sabato pomeriggio, in un’officina di provincia. Un’auto sul ponte, la radio accesa, un caffè che si fredda sul banco. Qualcuno sta montando un assetto nuovo, qualcun altro guarda e dà consigli. È una scena che chi ama le auto conosce bene. In Italia però, finito il lavoro, arriva quasi sempre la stessa domanda: “Ma è in regola?”

Intanto, a Las Vegas

Dal 3 al 6 novembre a Las Vegas apre il SEMA Show, la più grande fiera del mondo dedicata alle auto modificate. Più di 2.000 marchi, case come Ford, Toyota, Nissan e Stellantis con stand pieni di auto preparate, motori, kit e accessori. In America il tuning non è un vizio da nascondere: è un’industria, una festa, una cultura che le case stesse incoraggiano.

Un'auto sportiva modificata con carrozzeria allargata e cofano aperto a un raduno
Carrozzeria allargata, cerchi speciali, motore in vista: lo stile che si vede al SEMA. Foto: @dkphotos / Unsplash

Quando il tuning era italiano

Eppure il tuning, in un certo senso, l’abbiamo inventato noi. Negli anni Cinquanta e Sessanta Carlo Abarth vendeva le sue cassette di trasformazione per rendere sportive le Fiat 500 e 600. A Roma Giannini faceva lo stesso, con le sue piccole Fiat elaborate. A Torino Virgilio Conrero preparava le Alfa Romeo che vincevano nelle gare. Chiunque, con un po’ di soldi e tanta passione, poteva rendere unica la propria auto.

Una Fiat 131 Abarth Rally d'epoca in bianco e nero
Una Fiat 131 Abarth Rally: quando lo Scorpione rendeva speciali le Fiat. Foto: @p1mm1 / Unsplash

Negli anni Ottanta e Novanta arrivarono le Uno Turbo con il kit, le Golf ribassate, i raduni nei parcheggi. Una generazione intera ha imparato la meccanica così.

Cosa dice la legge oggi

Oggi le regole sono molto più severe. Il principio è semplice: un’auto deve restare come è stata omologata. L’articolo 78 del Codice della Strada dice che chi modifica le caratteristiche costruttive o funzionali dell’auto deve passare una visita e prova in Motorizzazione e aggiornare la carta di circolazione. Chi circola con un’auto modificata senza collaudo rischia una multa da 430 a 1.731 euro e il ritiro della carta di circolazione.

Non tutto, però, è vietato. Alcuni pezzi si possono montare senza collaudo, se sono omologati proprio per quel modello, come gli scarichi con il marchio di omologazione. Per cerchi e gomme c’è il decreto n. 20 del 2013: con ruote omologate secondo le norme europee o nazionali, non serve più il nulla osta della casa. Altre modifiche, come assetti, freni o aumenti di potenza, richiedono il collaudo. E c’è un altro punto che molti dimenticano: l’assicurazione. Una modifica non dichiarata può creare problemi seri in caso di incidente.

Il vano motore di un'auto da corsa rossa con un turbo elaborato
Un turbo più grande e un motore elaborato: in Italia, per circolare su strada, serve il collaudo. Foto: @shoham_avisrur / Unsplash

Perché da noi è così difficile

Le ragioni delle regole sono serie: sicurezza, rumore, inquinamento. Nessuno vuole auto con freni sbagliati o scarichi assordanti sotto casa. Il problema è un altro: il percorso per mettersi in regola è lungo, costoso e diverso da caso a caso. Servono certificati, nulla osta, appuntamenti in Motorizzazione. Così molti rinunciano, e altri preferiscono rischiare.

Il risultato è che il tuning in Italia vive a metà: tantissima passione, molta prudenza, e una parte che resta nell’ombra.

Il nostro punto di vista

Le regole servono, e chi modifica un’auto senza pensare alla sicurezza fa male a tutti. Ma il Paese di Abarth, Giannini e Conrero merita qualcosa di più di un divieto. Servirebbero procedure più semplici e chiare, e più pezzi omologati per le auto che la gente guida davvero.

Perché il tuning, quello fatto bene, non è una moda da parcheggio. È il modo in cui tanti di noi hanno imparato ad amare le auto: smontando, provando, sbagliando, riprovando. Sarebbe un peccato lasciarlo solo agli americani.

E voi? Qual è la modifica che avete sempre sognato di fare alla vostra auto? Scrivetecelo nei commenti.

Questo articolo non è una consulenza legale: prima di modificare l’auto, chiedete sempre a un’officina autorizzata o alla Motorizzazione. Fonti: Codice della Strada (art. 78, testo ACI), D.M. 20/2013, SEMA, Motor1. Foto: Unsplash (@zoshuacolah, @dkphotos, @p1mm1, @shoham_avisrur).

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