Lo Scorpione e la spina: Abarth e l’errore ammesso

Abarth è nata per rendere cattive le Fiat di tutti. Poi è diventata solo elettrica e i clienti se ne sono andati. Oggi anche i vertici ammettono che chi ama lo Scorpione vuole un motore.

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Una Abarth 595 bianca d'epoca parcheggiata in un garage illuminato di notte

Un parcheggio, un sabato sera. Qualcuno gira la chiave di una 595 e per un attimo tutti si voltano. Quel borbottio rauco, quello scoppiettio in rilascio, è stato per anni il suono di una passione popolare: l’auto piccola che fa la voce grossa.

Oggi quel suono non si compra più nuovo. E Abarth ha dovuto ammettere che forse è stato un errore toglierlo.

Le cassette di Carlo

Per capire Abarth bisogna partire da un uomo: Karl Abarth, nato a Vienna nel 1908, motociclista da giovane e poi italiano di adozione, tanto da diventare Carlo. Era nato sotto il segno dello Scorpione, e lo scorpione lo mise nel marchio.

Nel 1949 fondò la Abarth & C., che ebbe presto la sua casa a Torino. La sua idea geniale furono le cassette di trasformazione: scatole con dentro scarichi, carburatori, pistoni, alberi a camme e gli attrezzi per montarli, che chiunque poteva installare sulla propria Fiat 600 o sulla Fiat 500. Con poche lire la piccola utilitaria di famiglia diventava una scheggia capace di dare fastidio ad auto molto più grandi. Arrivarono la 750 derivata dalla 600, le 595 e le 695, i record di velocità, le vittorie nelle gare in salita.

Una Fiat 500 Abarth rossa in corsa durante un evento storico
Una piccola Fiat con lo Scorpione, ancora in pista. Foto: @jeffcooperdesign / Unsplash

Abarth era questo: il tuning reso possibile a tutti. Un’auto normale, un po’ di coraggio, le mani sporche di grasso.

Nel 1971 il marchio passò alla Fiat. Carlo morì nel 1979. Lo Scorpione rimase per anni sulle versioni sportive delle Fiat, poi tornò come marchio a sé nel 2007, con la Grande Punto e poi con la 500 Abarth. E il successo tornò con lei: piccola, rumorosa, facile da personalizzare.

Abarth 695 70° Anniversario vista da dietro
Una delle ultime 695 a benzina. Foto: Abarth / Stellantis

La scelta della spina

Poi, la svolta. Ad agosto 2024 le 595 e 695 a benzina sono uscite dal listino, e Abarth è diventata un marchio solo elettrico, con la 500e e la 600e. Auto veloci, la 600e arriva a 280 CV, con un suono artificiale per ricordare quello di una volta. Ma con prezzi da 36.900 e 44.900 euro.

I clienti non hanno seguito. Nel primo trimestre 2026 Abarth ha immatricolato 425 auto in tutta Europa, il 39% in meno dello stesso periodo del 2025: circa 140 al mese, in un continente intero. In Francia, da gennaio a settembre 2026, sono state 191.

Abarth 600e viola in derapata
Abarth 600e, la più potente di sempre, ma elettrica. Foto: Abarth / Stellantis

L’ammissione

A novembre 2025 Olivier François, allora a capo di Fiat e Abarth, ha detto che per le prestazioni pure l’elettrico è il meglio che si possa offrire, ma che i clienti Abarth vogliono anche “il sound e l’esperienza di guida pura”. Il responsabile europeo del marchio, Gaetano Thorel, ha detto alla rivista inglese Autocar una cosa che ogni appassionato ha capito subito: chi compra un’Abarth vuole un motore a combustione non solo per la potenza, ma perché poi l’auto la modifica con le proprie mani. Su un’elettrica, ha spiegato, non si possono “mettere le mani nel motore”.

Da allora molto è cambiato ai piani alti. Il 21 maggio 2026 Stellantis ha presentato il suo nuovo piano industriale, ma un’Abarth a benzina ufficiale non c’era. Dal 1° settembre 2026 Fiat, Abarth e Lancia hanno un nuovo capo, Arnaud Belloni. Il ritorno del motore termico resta allo studio, ma non c’è ancora nulla di ufficiale. Il problema è anche tecnico: le auto di oggi sono nate pensando all’elettrico, e il 1.0 da 65 CV della nuova 500 Ibrida non ha certo il carattere di un’Abarth. Tra le ipotesi di cui si parla ci sono la 600 con il 1.2 turbo e le Panda.

Il nostro punto di vista

La storia di Abarth è la storia di un’idea semplice: rendere speciale un’auto normale, con le proprie mani. Le cassette di Carlo erano proprio questo. Togliere il motore non ha tolto solo un rumore: ha tolto il garage, gli scarichi da cambiare, le serate passate a migliorare qualcosa. Ha tolto la parte della passione che non si compra, ma si fa.

Lo stemma Abarth con lo scorpione
Foto: @kirkone / Unsplash

Ammettere un errore non è facile per nessuno, tanto meno per un grande gruppo. Per questo l’ammissione di Abarth ci piace. Adesso però servono i fatti: uno Scorpione che si possa ancora sentire arrivare.

E voi? Comprereste un’Abarth elettrica, o aspettate che torni il rumore? Scrivetecelo nei commenti.

Fonti: Autocar, Motor1, Quattroruote, ClubAlfa, Italpassion, Top Gear Italia. Foto: Unsplash (@fourcolourblack, @jeffcooperdesign, @kirkone), Abarth / Stellantis.

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